In questa guida
• Introduzione• Come Guadagnano i Broker Zero Commissioni• Spread e Costi Nascosti• Payment for Order Flow• Altri Costi da Considerare• Confronto Broker Zero Commissioni• Quando Convengono• Quando NON Convengono• Analisi Dettagliata dei Costi Reali• ConclusioniIntroduzione: La Promessa delle Zero Commissioni
"Zero commissioni", "Trading gratuito", "Investi senza costi": questi slogan sono diventati onnipresenti nel marketing dei broker online. Ma come può un'azienda offrire un servizio gratuitamente e rimanere in affari? La risposta, come spesso accade nel mondo finanziario, è più complessa di quanto sembri.
In questa analisi approfondita, smonteremo il mito del trading veramente gratuito, esaminando come i broker "zero commissioni" generano effettivamente i loro ricavi, quali costi nascosti potrebbero erodere i tuoi rendimenti, e quando questo modello conviene realmente rispetto ai broker tradizionali.
Comprendere questi meccanismi è fondamentale per ogni investitore, perché ti permette di fare scelte informate e di valutare il costo reale delle tue operazioni, al di là degli slogan pubblicitari accattivanti.
Spoiler: il trading "gratuito" non esiste. Esistono però modelli di business diversi che possono risultare più o meno convenienti a seconda del tuo profilo di investitore, della frequenza delle tue operazioni e degli strumenti che utilizzi. Scopriamo insieme come orientarsi in questo panorama.
Come Guadagnano i Broker Zero Commissioni
I broker sono aziende che devono generare profitti per sopravvivere. Quando eliminano le commissioni esplicite sulle operazioni, devono compensare con altre fonti di ricavo. Ecco i principali modelli di business utilizzati:
1. Spread (Differenza Bid-Ask)
Lo spread è la differenza tra il prezzo a cui puoi acquistare uno strumento (prezzo ask) e il prezzo a cui puoi venderlo (prezzo bid). Anche se non paghi una commissione esplicita, paghi indirettamente attraverso questo spread.
Esempio pratico: se un'azione viene scambiata sul mercato a 100€, un broker potrebbe offrirti un prezzo di acquisto di 100,10€ e un prezzo di vendita di 99,90€. Lo spread di 0,20€ (0,2%) è il costo implicito della tua operazione.
Alcuni broker "zero commissioni" applicano spread leggermente più ampi rispetto al mercato interbancario per compensare l'assenza di commissioni dirette. Altri mantengono spread competitivi e guadagnano in altri modi.
2. Payment for Order Flow (PFOF)
Il Payment for Order Flow è una pratica in cui il broker riceve un pagamento da market maker o altri fornitori di liquidità in cambio del routing degli ordini dei clienti verso di loro.
In sostanza, invece di eseguire i tuoi ordini direttamente sul mercato, il broker li invia a una società terza che paga per riceverli. Questa pratica ha generato controversie significative ed è vietata in alcuni mercati (come il Regno Unito), mentre è consentita in altri.
I sostenitori del PFOF argomentano che può effettivamente migliorare i prezzi per i clienti retail. I critici sostengono che crea un conflitto di interesse, poiché il broker potrebbe favorire il market maker che paga di più, non necessariamente quello che offre la migliore esecuzione.
3. Interessi sui Saldi Non Investiti
Quando depositi denaro sul tuo conto di trading ma non lo investi immediatamente, il broker può utilizzare quel capitale per generare interessi. Tradizionalmente, questi interessi rimanevano al broker; oggi alcuni broker (come Trade Republic) condividono parte degli interessi con i clienti.
4. Margine sui Prestiti
Se il broker offre trading con leva o prestiti su margine, guadagna attraverso gli interessi applicati su questi finanziamenti. Quando utilizzi la leva, stai essenzialmente prendendo in prestito denaro dal broker, che applica un tasso di interesse.
5. Servizi Premium
Molti broker con offerta base gratuita propongono servizi premium a pagamento: dati in tempo reale, strumenti di analisi avanzati, accesso a mercati aggiuntivi, abbonamenti con condizioni migliori (come Scalable Capital Prime).
6. Conversione Valutaria
Quando operi in valute diverse da quella del tuo conto, il broker applica un markup sulla conversione. Questo costo, spesso tra 0,5% e 2%, può essere significativo per chi investe in mercati esteri.
Scopri i costi reali dei broker
Spread e Costi Nascosti: Un'Analisi Approfondita
Lo spread è probabilmente il costo più subdolo nel trading "zero commissioni" perché non appare come voce separata nel tuo estratto conto. Analizziamo come funziona e come valutarlo.
Tipologie di Spread
Spread fissi: Rimangono costanti indipendentemente dalle condizioni di mercato. Offrono prevedibilità ma possono essere meno competitivi in condizioni normali.
Spread variabili: Fluttuano in base alla liquidità e alla volatilità del mercato. Possono essere molto stretti in condizioni normali ma allargarsi significativamente durante eventi di mercato.
Fattori che Influenzano lo Spread
- Liquidità dello strumento: Azioni molto scambiate come Apple o Microsoft hanno spread molto stretti; azioni di small cap possono avere spread significativi.
- Orario di trading: Durante le ore di punta degli scambi, gli spread tendono a essere più stretti.
- Volatilità di mercato: In momenti di alta volatilità (annunci economici, crisi), gli spread si allargano.
- Modello del broker: Broker ECN tipicamente offrono spread più stretti ma applicano commissioni; market maker possono avere spread più ampi.
Come Calcolare il Costo dello Spread
Il costo dello spread si calcola moltiplicando la differenza bid-ask per la quantità di azioni acquistate:
Costo spread = (Prezzo Ask - Prezzo Bid) × Numero di azioni
Esempio: acquisti 100 azioni con prezzo ask di 50,10€ e prezzo bid di 50,00€. Il costo dello spread è (50,10 - 50,00) × 100 = 10€. Questo è il costo implicito della tua operazione, anche se la commissione è "zero".
Confronto Spread tra Broker
Non tutti i broker "zero commissioni" hanno spread identici. Alcuni esempi indicativi (gli spread reali variano):
| Broker | Spread Tipico Azioni | Spread Forex EUR/USD | Spread Crypto (Bitcoin) |
|---|---|---|---|
| eToro | 0,09% | 1 pip | 1% |
| Trade Republic | Mercato | N/A | ~1% |
| XTB | Mercato | 0,1 pips | 0,22% |
| Broker Tradizionale | Mercato | Variabile | N/A |
Payment for Order Flow: Capire la Controversia
Il Payment for Order Flow (PFOF) è diventato uno dei temi più dibattuti nel mondo del trading retail. Vediamo di cosa si tratta e quali implicazioni ha per gli investitori.
Come Funziona il PFOF
Quando inserisci un ordine di acquisto o vendita, il tuo broker ha diverse opzioni per eseguirlo: può inviarlo direttamente alla borsa principale, può eseguirlo internamente (internalizzazione), o può inviarlo a un market maker.
Nel modello PFOF, il broker invia l'ordine a un market maker che paga per riceverlo. Il market maker esegue l'ordine e può guadagnare dalla differenza tra i prezzi a cui acquista e vende.
In teoria, questo può funzionare a vantaggio di tutti: il broker riceve un pagamento, il market maker guadagna dallo spread, e il cliente può ottenere un prezzo uguale o migliore rispetto al mercato (il market maker deve garantire una "price improvement" minima).
Le Critiche al PFOF
Conflitto di interesse: Il broker potrebbe privilegiare il market maker che paga di più, non quello che offre la migliore esecuzione.
Mancanza di trasparenza: È difficile per gli investitori sapere se stanno ottenendo il miglior prezzo possibile.
Qualità dell'esecuzione: L'ordine potrebbe non essere eseguito al prezzo ottimale in ogni circostanza.
Regolamentazione del PFOF
L'Unione Europea ha recentemente preso una posizione netta sul PFOF. Con la nuova normativa, il PFOF sarà vietato nell'UE a partire dal 2026 (con possibilità di estensione fino al 2027 per alcuni paesi). Questo ha già portato alcuni broker a rivedere i propri modelli di business.
Negli USA, dove il PFOF è ancora consentito, la SEC ha comunque imposto maggiori obblighi di trasparenza e sta valutando ulteriori regolamentazioni.
Altri Costi da Considerare
Oltre allo spread e al PFOF, esistono numerosi altri costi che possono erodere i tuoi rendimenti:
Commissioni di Inattività
Alcuni broker applicano commissioni mensili se non effettui operazioni per un periodo prolungato. Queste possono variare da 10€ a 50€ al mese e possono rapidamente svuotare piccoli conti inattivi.
- eToro: 10$/mese dopo 12 mesi di inattività
- Trade Republic: Nessuna
- Degiro: Nessuna
- XTB: 10€/mese dopo 12 mesi
Costi di Prelievo
Ritirare i tuoi fondi può comportare costi, specialmente per determinate modalità di pagamento o sotto certe soglie:
- eToro: 5$ per prelievo
- Trade Republic: Gratuito
- Degiro: Gratuito
Costi di Conversione Valutaria
Se investi in azioni americane e il tuo conto è in euro, dovrai convertire valuta. Il markup applicato varia:
- eToro: 0,5% (1,5 pip)
- Trade Republic: Non applica conversione (esegue in USD)
- Degiro: 0,25% + autoFX
- Interactive Brokers: 0,002% (molto competitivo)
Commissioni Overnight (Swap)
Se fai trading di CFD e mantieni posizioni aperte durante la notte, pagherai commissioni di finanziamento. Queste possono essere significative su periodi prolungati.
Costi di Custodia
Alcuni broker addebitano commissioni per la custodia dei titoli. La maggior parte dei broker moderni non applica questi costi, ma è sempre bene verificare.
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Confronto Broker Zero Commissioni
Analizziamo i principali broker che offrono trading senza commissioni esplicite, valutando i costi reali:
eToro
Commissioni azioni: 0% su azioni reali. Lo spread è generalmente in linea con il mercato, ma attenzione alla conversione valutaria dello 0,5% per azioni non-USD. I CFD su azioni hanno spread dello 0,09%.
Costi nascosti: Commissione prelievo 5$, commissione inattività, spread crypto dell'1%.
Quando conviene: Per investitori buy-and-hold in azioni USD, per chi usa il copy trading, per diversificazione crypto-azioni.
Trade Republic
Commissioni: 1€ fisso per operazione, PAC gratuiti. Non è tecnicamente "zero commissioni", ma la commissione è così bassa da essere quasi simbolica.
Costi nascosti: Praticamente nessuno. La trasparenza è il punto di forza.
Quando conviene: Per PAC regolari, per investitori a lungo termine, per chi apprezza la semplicità.
XTB
Commissioni azioni: 0% fino a 100.000€/mese di volume. Oltre questa soglia, 0,2% (min. 10€).
Costi nascosti: Spread sui CFD, commissione inattività dopo 12 mesi.
Quando conviene: Per trader attivi che operano prevalentemente in azioni, per chi vuole una piattaforma professionale gratuita.
Robinhood (USA)
Robinhood, pioniere del trading zero commissioni, non è disponibile in Italia ma merita una menzione per capire il modello. Il suo business si basa principalmente su PFOF (per circa il 75% dei ricavi) e sugli interessi sui saldi.
Il modello Robinhood ha mostrato che il trading "gratuito" è possibile, ma ha anche sollevato questioni sulla qualità dell'esecuzione e sui conflitti di interesse.
Quando Convengono i Broker Zero Commissioni
I broker con commissioni zero o molto basse sono particolarmente vantaggiosi in questi scenari:
1. Piccoli Investimenti Frequenti
Se investi piccole somme regolarmente (ad esempio 100€ al mese), le commissioni fisse tradizionali (5-10€) eroderebbero una percentuale significativa del capitale. Con broker zero commissioni o con PAC gratuiti, questo problema scompare.
2. Strategia Buy-and-Hold
Per investitori che comprano e tengono per anni, il numero di operazioni è limitato. In questo caso, anche spread leggermente più ampi sono compensati dall'assenza di commissioni sulle poche operazioni effettuate.
3. Diversificazione su Molti Titoli
Se vuoi costruire un portafoglio con 20-30 posizioni diverse, le commissioni tradizionali per ogni acquisto diventerebbero proibitive. I broker zero commissioni permettono una diversificazione granulare senza costi esorbitanti.
4. Principianti che Sperimentano
Chi sta imparando ha bisogno di fare pratica senza che ogni errore costi commissioni. Un ambiente a basso costo permette di sperimentare e imparare.
Quando NON Convengono i Broker Zero Commissioni
Ci sono scenari in cui altri broker potrebbero essere più convenienti nonostante le commissioni:
1. Trading Attivo con Grandi Volumi
Per trader professionisti con volumi elevati, la qualità dell'esecuzione e spread ultra-stretti sono più importanti dell'assenza di commissioni. Broker ECN con commissioni basse ma spread migliori potrebbero risultare più economici.
2. Investimenti in Valute Estere
Se investi principalmente in azioni americane o altri mercati esteri, i costi di conversione valutaria possono superare facilmente le commissioni risparmiate. Broker con conti multi-valuta o conversioni economiche potrebbero essere preferibili.
3. Strumenti Specifici
Per opzioni, futures o altri derivati complessi, i broker specializzati offrono spesso condizioni migliori nonostante commissioni esplicite.
4. Esigenze Fiscali Specifiche
Per investitori italiani, il regime amministrato offerto da alcune banche italiane (che gestisce automaticamente le tasse) può giustificare commissioni più alte per la comodità.
Analisi Dettagliata dei Costi Reali: Casi Studio
Analizziamo alcuni scenari concreti per capire i costi reali:
Scenario 1: Investitore Passivo con PAC
Profilo: Investe 200€ al mese in 2 ETF per 10 anni.
| Broker | Costo Annuale | Costo su 10 Anni |
|---|---|---|
| Trade Republic (PAC gratis) | 0€ | 0€ |
| Broker tradizionale (5€/ordine) | 120€ | 1.200€ |
| Degiro (ETF core gratis) | ~0€ | ~0€ |
Vincitore: Trade Republic o Degiro con netto vantaggio.
Scenario 2: Trader Attivo
Profilo: 50 operazioni al mese, media 2.000€ per operazione, mix azioni EU/USA.
| Broker | Costo Mensile Stimato |
|---|---|
| eToro (con FX) | ~200€ (conversione valutaria) |
| Trade Republic | 50€ (1€ × 50 ordini) |
| Interactive Brokers | ~30€ (commissioni + spread migliori) |
Vincitore: Interactive Brokers o broker ECN per trading attivo.
Scenario 3: Investitore in Crypto
Profilo: Acquisto mensile 500€ in Bitcoin.
| Piattaforma | Costo Mensile | Costo Annuale |
|---|---|---|
| eToro (1% spread) | 5€ | 60€ |
| Trade Republic (~1%) | ~5€ | ~60€ |
| Exchange crypto (0,1%) | 0,50€ | 6€ |
Vincitore: Exchange crypto dedicati per chi investe principalmente in criptovalute.
Calcola i tuoi costi reali
Conclusioni: La Verità sul Trading Gratuito
Al termine di questa analisi approfondita, possiamo trarre alcune conclusioni chiare:
1. Il trading "gratuito" non esiste veramente. Ogni broker deve guadagnare per sopravvivere, e lo fa attraverso spread, PFOF, interessi, servizi premium o altri meccanismi. L'importante è capire come e quanto stai pagando.
2. I broker zero commissioni possono essere eccellenti per molti investitori. Per chi investe piccole somme, fa PAC regolari o adotta strategie buy-and-hold, i costi totali sono spesso inferiori rispetto ai broker tradizionali.
3. La trasparenza è fondamentale. Broker come Trade Republic, che hanno una struttura di costi semplice e prevedibile (1€ per operazione), sono spesso preferibili a broker con "zero commissioni" ma costi nascosti complessi.
4. Il profilo conta. Non esiste il broker "migliore" in assoluto. Il broker ideale dipende dalla tua frequenza di trading, dagli strumenti che usi, dai mercati su cui operi e dalle tue esigenze specifiche.
5. Fai i calcoli. Prima di scegliere un broker, calcola i costi reali basandoti sul tuo comportamento previsto: numero di operazioni, importo medio, mercati, valute. Solo così potrai fare una scelta informata.
Il marketing del "trading gratuito" ha reso i mercati finanziari più accessibili che mai, e questo è positivo. Ma come investitore consapevole, devi guardare oltre gli slogan e comprendere il costo reale delle tue operazioni. Solo così potrai massimizzare i tuoi rendimenti nel lungo termine.
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